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Organo Ufficiale della Fondazione Guglielmo Gulotta di Psicologia Interpersonale Investigativa Criminale e Forense.


 

Archivio > Anno XVI n.2 > News

  •  Il 26.5.2015 è entrata in vigore la legge n. 55 del 6.5.2015 recante “disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi”, nota come “legge sul divorzio breve”, che ha determinato modifiche sui termini per proporre la domanda di divorzio. In particolare, indipendentemente dalla presenza di figli minori, in caso di separazione consensuale i tempi si riducono da 3 anni a 6 mesi; 12 mesi in caso di separazione giudiziale. Tali nuove procedure possono essere applicate anche ai procedimenti già in corso. La legge 55/2015 introduce modifiche anche per quanto riguarda la comunione dei beni: lo scioglimento non si attua più dopo che la sentenza di separazione è passata in giudicato, ma sin dal momento in cui viene sottoscritta la separazione consensuale o da quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati.
  • Il 10 febbraio 2015, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega al Governo recante disposizioni in materia di efficienza del processo civile (d.d.l. 2953/C/XVII), che è stato presentato alla Camera l’11 marzo 2015. L’atto sottolinea l’importanza della valorizzazione dell’istituto della proposta di conciliazione del giudice di cui all’art. 185 bis c.p.c.
  • Il 17 giugno 2015 è stato presentato a Roma l’ 8° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2014-2015 redatto dal Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Gruppo CRC), che comprende 90 associazioni. Il documento testimonia il monitoraggio relativo all’attuazione della Convenzione ONU in Italia ed evidenzia che non è stato realizzato il sistema di politiche per l’infanzia su cui il nostro Paese si era impegnato con la ratifica della Convenzione. I dati diffusi dal Rapporto indicano che 1 bambino su 7 nasce e cresce in condizioni di povertà assoluta, 1 su 20 assiste a violenza domestica e 1 su 100 è vittima di maltrattamenti. 1 su 20 vive in aree inquinate e a rischio di mortalità. 1 su 50 soffre di una condizione che comporterà una disabilità significativa all’età dell’ingresso nella scuola primaria, 1 su 500 vive in strutture di accoglienza. Più di 8 bambini su 10 non possono usufruire di servizi socio-educativi nei primi tre anni di vita e 1 su 10 nell’età compresa tra i 3 e i 5 anni. Nel 2013 in Italia sono andati al nido solo 218.412 bambini, pari al 13,5% della popolazione sotto i tre anni. E la situazione nel Mezzogiorno è ancora più grave, se si considera che tutte le regioni del Sud si collocano sotto la media nazionale, come la Sicilia con appena il 5,6% dei bambini che ha avuto accesso al nido; la Puglia con il 4,4%; la Campania con il 2,7% e la Calabria con il 2,1%.


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Avv. Prof. Guglielmo Gulotta