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Organo Ufficiale della Fondazione Guglielmo Gulotta di Psicologia Interpersonale Investigativa Criminale e Forense.


 

Archivio > Anno XIII n.1 > Processi

Il 20.08.2011 sono uscite le motivazioni dell'importantissima sentenza emessa il 20.05.2011  che, in un caso di omicidio, tentato omicidio e sequestro di persona, ha riconosciuto la semi infermità dell’imputata non ancora trentenne per le ragioni che attengono non solo alla sua psiche, ma al suo cervello. Si tratta del primo riconoscimento in Italia, e uno dei primi al mondo, in cui le neuroscienze vengono utilizzate per vagliare l’imputabilità basandosi sui risultati della risonanza magnetica funzionale. Vista l'importanza dell'argomento vi segnaliamo il Commento alla sentenza n.536 del 20 maggio 2011 del Tribunale di Como, pubblicato sulla rivista Guida al diritto del Sole 24Ore del 28 gennaio 2011 - Neuroscienze: lo studio della morfologia del cervello determina nello stabilire il vizio parziale di mente. Per chi volesse visione il dispositivo integrale può collegarsi al sito della Di.Me.Ce, www.dimece.it. 

Cassazione Penale, Sezione VI, sentenza n.26810 dell' 8 luglio 2011 - Integra il reato di cui all'art. 388 c.p. la condotta del genitore affidatario che strumentalizza il rifiuto del minore di vedere l'altro genitore, atteso che il coniuge affidatario, in realtà, dovrebbe favorire questi incontri.

Cassazione penale, Sezione VI, sentenza n.26819 dell' 8 luglio 2011 - Nel provvedimento ex art. 282 ter c.p.p. il giudice deve necessariamente indicare in maniera specifica e dettagliata i luoghi rispetto ai quali all'indagato è fatto divieto di avvicinamento, non potendo essere concepibile una misura cautelare, come quella oggetto di esame, che si limiti a fare riferimento genericamente "a tutti luoghi frequentati" dalla vittima. Così concepito il provvedimento, oltre a non rispettare il contenuto legale, appare strutturato in maniera del tutto generica, imponendo una condotta di non facere indeterminata rispetto ai luoghi, la cui individuazione finisce per essere di fatto rimessa alla persona offesa.

Cassazione civile, Sezione I, sentenza n.17191 dell'11 agosto 2011 - L'art. 155 c.c. attribuisce al minore il diritto di conservare rapporti significativi con gli ascendenti, nel quadro del mantenimento di un rapporto equilibrato e continuativo con i propri genitori e con la medesima finalità di evitare, per quanto possibile, che la separazione produca traumi nello sviluppo della personalità del minore stesso. Pertanto, non merita censure la motivazione della sentenza che, avvalendosi della facoltà discrezionale di provvedere alla concreta regolazione di tale questione nella suddetta prospettiva, ritiene idonea a realizzare l'interesse della minore la possibilità della medesima di vedere i nonni paterni in occasione delle visite al padre.


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Avv. Prof. Guglielmo Gulotta