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Organo Ufficiale della Fondazione Guglielmo Gulotta di Psicologia Interpersonale Investigativa Criminale e Forense.


 

Archivio > Anno XXI n.Speciale > Processi

Alcuni Tribunali si sono espressi rispetto alle modalità di visita del genitore non collocatario in situazioni con genitori separati residenti in città diverse, i quali hanno riscontrato difficoltà nella gestione degli incontri in seguito al decreto emanato in data 08 marzo 2020. Quest’ultimo prevedeva incrementate le restrizioni per quanto concerne gli spostamenti interregionali e la conseguente limitazione del diritto di vista del genitore non collocatario. Riportiamo di seguito alcuni tra i principali decreti emanati dai Tribunali:

 

 

-       il TRIBUNALE DI VERONA (decreto cronol. N. 1793/2020 del 10.3.2020, R.G. 9689/2017, Giudice relatore dott. Francesco Bartolotti- sospensione delle visite) si è espresso rispetto ad una situazione in cui il padre, residente in Emilia-Romagna, vedeva limitarsi il proprio esercizio di visita con le figlie per le attuali restrizioni regionali, dato che la madre, genitore collocatario, risiede in Veneto.

Il Tribunale ha quindi disposto la sospensione momentanea degli incontri padre-figlie con la possibilità per il padre di sentire le figlie quotidianamente tramite piattaforme comunicative (Skype, FaceTime ecc.), predisponendo altresì una precisa fascia oraria serale tra le 20.00 e le 21.00 così da calendarizzare e garantire i contatti.

 

-       il TRIBUNALE DI MILANO (decreto n. R.G. 30544/2019 dell’11.3.2020, Presidente F.F. dott.ssa Piera Gasparini – non sospensione delle visite) ribadisce e condivide quanto scritto al punto 13 del DCPM, dove viene indicato che gli spostamenti per raggiungere i figli presso l’altro genitore sono consentiti, motivo per cui dispone la NON sospensione delle visite genitoriali.

 

-       La CORTE D’APPELLO DI BARI (decreto 26 marzo 2020, Dott. Filippo Labellarte- sospensione delle visite) ha ritenuto che le visite tra padre e figlio residenti in diversi comuni venissero sospese, tutelando il diritto alla salute di tutti i coinvolti e ritenendo che gli spostamenti da un comune ad un altro non garantiscano la sicurezza richiesta dal DPCM. Dispone quindi che gli incontri vengano effettuati in videochiamata tramite piattaforme comunicative come Skype o altre.

 

-       Il TRIBUNALE DI VASTO (decreto 02 aprile 2020, Dott.ssa Annarosa Capuozzo) si esprime in merito all’istanza depositata da un padre che chiedeva la collocazione della figlia con sé presso la casa familiare di Aversa per un periodo circoscritto ad una settimana nel mese di Aprile, al fine di recuperare i fine settimana in cui, a causa dell’attuale situazione di emergenza sanitaria, era stato impossibilitato a rispettare la calendarizzazione delle visite padre-figlia. L’esigenza dell’uomo scaturiva anche a fronte della difficoltà di intrattenere contatti telefonici con la figlia a causa del costante ostruzionismo e delle interferenze della moglie.

Il Tribunale ha respinto la richiesta del padre, ritenendo che lo spostamento della minore da Milano ad Aversa fosse poco tutelante da un punto di vista sanitario e contrario alle disposizioni dei recenti DPCM in merito alle limitazioni sugli spostamenti interregionali, disponendo che il padre potesse avere colloqui telefonici in videochiamata con la figlia a cadenza quotidiana e senza limitazione di durata tra le 14.30 e le 21.30, diffidando altresì la madre ad astenersi da condotte ostative e consentire al padre i colloqui telefonici con la minore.

 

-       Il TRIBUNALE DI TERNI (decreto del 30 marzo 2020, Dott.ssa Monica Velletti) preso atto dell’impossibilità riferita dai Servizi Sociali di organizzare e attivare lo Spazio Neutro per consentire, come precedentemente stabilito nell’ordinanza del 04 marzo 2020, il graduale ripristino delle frequentazioni tra il padre e i tre figli minori, dispone il ricorso a modalità di incontri da remoto (videochiamate tramite l’utilizzo di Skype, Whatsapp o altre modalità compatibili) con la costante supervisione dei Servizi Sociali, sino al termine dell’attuale emergenza epidemiologica da Covid-19. Il Tribunale ha infatti trovato necessario «nel bilanciamento degli interessi di pari rango costituzionale, quello alla tutela della bi-genitorialità (fondato sull’art. 30 della Cost. e sull’art. 8 Conv. CEDU) e quello alla tutela della salute (fondato sull’art. 32 della Cost.) […] individuare una modalità di frequentazione padre figli che pur assicurando il costante contatto, non metta a rischio la salute psico-fisica dei minori». A tal proposito, sempre al fine di salvaguardare l’equilibrio psichico dei minori, il Tribunale ha esplicitato ai Servizi Sociali la possibilità di effettuare «solo ove ciò sia conforme all’interesse della prole […] interventi diversificati tra i figli, evitando eccessive pressioni sui minori che oppongano resistenza alla relazione con il padre».

 


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