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Organo Ufficiale della Fondazione Guglielmo Gulotta di Psicologia Interpersonale Investigativa Criminale e Forense.

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Non possiamo non soffermarci su quanto stia emergendo dalle cronache di questi giorni rispetto all’inchiesta “Angeli e Demoni”, coordinata dalla procura di Reggio Emilia, che vede al centro delle indagini la rete di servizi sociali della Val D'Enza. Secondo quanto scritto nell'ordinanza del tribunale, i responsabili dei servizi avrebbero falsificato le relazioni per riuscire ad allontanare i bambini dalle proprie famiglie per darli in affido ad amici e conoscenti. Il tutto dietro ad un compenso. Tra gli indagati il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, autosospesosi dal Pd, politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una Onlus di Torino, il Centro Hansel e Gretel. Tra le contestazioni emergono 'lavaggi del cervello' ai minori in sedute di psicoterapia, anche con impulsi elettrici per "alterare lo stato della memoria". Tra i reati contestati frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato d'uso. Tutto ciò ha ovviamente portato sgomento nell’opinione pubblica.

Il prof. Gulotta in due video, che potete trovare sul canale Youtube della Fondazione Gulotta, ricorda come per un uomo come lui, avvocato e psicologo, spesso chiamato a difendere famiglie o imputati uomini accusati di abusi sessuali, la cosa non appare così poco comune e spiega, in uno, la nascita della Carta di Noto, il documento cardine rispetto le linee guida in materia di testimonianza minorile, che negli anni è stata aggiornato sulla base della più accreditata letteratura scientifica nazionale ed internazionale in materia, e nell’altro ci mostra un suo intervento proprio in quel Centro sotto accusa, all’interno di un incontro dove si discuteva della questione importante delle cosiddette “domande suggestive”.

Bisogna ricordare che dalla prima versione della Carta di Noto (1996) essa non solo è stata aggiornata, ma nel tempo è riuscita ad aggiornare i saperi di chi lavora in tale ambito, tanto che i suoi principi sono rientrati, in alcune sentenze di merito e di legittimità. A tal proposito, nella sezione “Processi” vi segnaliamo proprio un commento della Corte di Appello di Roma di quest’anno, mentre qui vi riportiamo due note importanti che comprovano l’importanza della Carta di Noto e dei suoi principi. La Giunta dell’Unione delle Camere Penali pubblica (http://www.camerepenali.it/cat/10024/hansel_e_gretel.html):

Quanto sta emergendo dall’indagine coordinata dalla Procura di Reggio Emilia sulla attività degli esperti del Centro “Hansel e Gretel” di Moncalieri, ma che coinvolge l’attività consulenziale svolta in diverse sedi giudiziarie, non solo è tragicamente inquietante per le indicibili sofferenze a cui sarebbero stati sottoposti tanti minori ed i genitori da cui sono stati allontanati, ma, al netto delle eventuali responsabilità personali che solo i processi potranno stabilire, pone il tema della genuinità e della correttezza della prova raccolta nei processi per abusi. Da tempo gli avvocati penalisti denunciano la mancanza di competenze e di conoscenze scientifiche che dovrebbero sempre caratterizzare l’assunzione e la valutazione della testimonianza in tali casi. Spesso, infatti, questi processi nascono già viziati da una sorta di pregiudizio, avendo per oggetto la tutela di persone offese ontologicamente deboli e che necessitano di protezione. E’ questo il rischio quando si costruisce un contesto probatorio che affievolisce il contraddittorio e privilegia una verità con acritica compiacenza in un’ottica verificazionistica anziché falsificazionista. Le indagini emiliana e piemontese hanno comunque fatto emergere come sia necessario che il ricorso a linee guida a tutela dei minori coinvolti debba sempre contemperarsi con il rispetto delle regole del contraddittorio proprio per evitare influenze esterne nella formazione della prova. Improvvisazioni e false competenze non debbono trovare spazio nell’accertamento penale. Solo il rispetto delle regole processuali è garanzia contro abusi dello strumento anche a tutela dei soggetti più deboli (Roma, 10 luglio 2019).

L’Ordine degli psicologi della Calabria precisa (http://www.psicologicalabria.it/comunicato-stampa-opc-inchiesta-angeli-e-demoni/) che: con riferimento all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e Demoni” di Reggio Emilia relativa ai presunti affidi illeciti in cui sarebbero coinvolti anche alcuni psicologi, il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Calabria intende effettuare alcune osservazioni che non entrano nel merito della vicenda. Nell’ambito della psicologia forense, penale e civile, è obbligo da parte di ogni Psicologo, sia che effettui prestazioni d’ufficio sia di parte, attenersi alle best practices individuate dalla comunità scientifica di riferimento. Infatti, l’art. 5 del nostro Codice Deontologico recita “Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera”. Nell’ambito penale, in riferimento al tema della violenza sessuale su persone in condizione di particolare vulnerabilità, il confronto tra psicologi, medici, avvocati e magistrati ha maturato nel lontano 1996 delle linee guida scientifiche –  la “Carta di Noto” –  che nel corso dell’ultimo ventennio sono arrivate alla IV versione (2017). Tale documento è stato valorizzato anche dai contenuti emersi nell’importante consensus conference del 2010 in cui ben sei società scientifiche del settore hanno prodotto delle linee guida nazionali. La Carta di Noto rappresenta, attualmente, lo strumento metodologico maggiormente condiviso dalla comunità scientifica e dalla giurisprudenza di merito e di legittimità in tema di abusi sessuali sui minori. Dalle notizie diffuse dai mass media in questi giorni emergerebbe che uno psicologo coinvolto nell’inchiesta avrebbe affermato che la Carta di Noto sarebbe stata scritta da “quattro pedofili”, mentre un altro psicologo, anche lui indagato, nel 2018 in un articolo sul suo blog personale ha affermato che la Carta di Noto “porta con sé una parzialità evidentemente funzionale tendenzialmente a garantire l’impunità a priori agli imputati e gli indagati di realtà sessuali”. Al di là del merito dell’inchiesta, lo ribadiamo, riteniamo inaccettabile che all’interno della nostra Categoria psicologi accusino con gravissime affermazioni altri colleghi. L’art. 36 del C.D. recita “Lo psicologo si astiene dal dare pubblicamente su colleghi giudizi negativi relativi alla loro formazione, alla loro competenza ed ai risultati conseguiti a seguito di interventi professionali, o comunque giudizi lesivi del loro decoro e della loro reputazione professionale”. Questo Consiglio tiene, inoltre, a precisare che le responsabilità penali e civili sono sempre personali e mai collettive. L’inchiesta giudiziaria “Angeli e Demoni” che coinvolge alcuni psicologi non può e non deve macchiare un’intera Categoria composta da professionisti adeguatamente formati e preparati che si adoperano giornalmente in ambito psicoforense per tutelare i diritti delle persone vulnerabili (Catanzaro, 8 luglio 2019).

Il prof. Gulotta è stato ascoltato dal Garante dell’Infanzia il 18 luglio 2019 in Roma. In previsione di tale incontro egli ha stilato delle note, lasciate al Garante, che il prof. Gulotta vuole condividere con i suoi lettori; esse trattano alcuni principali temi di cui il professore è stato invitato a parlare, come l’allontanamento dei bambini dalla casa familiare, la diagnosi psicoforense, la formazione degli operatori e la selezione dei periti. Proprio su questo ultimo punto abbiamo inserito l’accordo che è stato siglato il 15.03.2019 tra Consiglio Superiore della Magistratura, Consiglio Nazionale Forense e Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi per l’armonizzazione dei criteri e delle procedure di formazione degli albi dei periti e dei consulenti tecnici ex art. 15,1. 8 Marzo 2017, n. 24, in attuazione dell’art. 14 del Protocollo d’intesa tra CSM, CNF e FNOMCeO firmato il 24 Maggio 2018.

Il 27 luglio l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza ha inviato una comunicazione in merito al sistema della tutela dei minori.

Cliccando sui link che trovate qui di seguito potrete accedere ai documenti.

-       Note per il Garante dell’Infanzia

-  Accordo Consiglio Superiore della Magistratura, Consiglio Nazionale Forense e Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi

-    Comunicazione in merito al sistema della tutela dei minori del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza

- Inseriamo anche il rapporto (sia in lingua originale che nella sua traduzione italiana) sulle “Osservazioni conclusive”, rivolte all’Italia dal Comitato sui Diritti dell’Infanzia, in seguito all’esame congiunto del quinto e sesto Rapporto presentato dal Governo. L’esame del Rapporto è avvenuto nel corso della ottantesima Sessione del Comitato, tenutasi dal 14 gennaio al 1 febbraio 2019.

-       Rapporto nella versione originale

-       Rapporto tradotto in italiano


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Avv. Prof. Guglielmo Gulotta