La ricerca "giovane" in Italia


In Italia gli investimenti per la ricerca sono più contenuti che in altri Paesi. Secondo recenti dati, da noi si dedica alla ricerca scientifica l'1,03 % del PIL, contro il 2,32 % della Germania, il 2,42 % della Francia, il 2,77 % degli USA e il 2,91 % del Giappone. La ricerca empirica richiede, nella nostra materia come in altre, tempo e denaro. È per questo che essa è spesso affidata a giovani studiosi all'inizio della carriera con la supervisione dei più esperti. I giovani però nei congressi e nelle riviste scientifiche sono spesso emarginati; probabilmente la riflessione dei più adulti è che non si può avere tutto, cioè essere giovani ed avere spazio. Per dar conto e riparare a tutto ciò, il 20 novembre 1999  abbiamo organizzato a Torino presso il Cospes il convegno La psiche, la legge: i risultati di giovani ricercatori. I lavori che seguono sono stati là presentati o erano in preparazione al tempo del convegno; altri verranno presentati nei prossimi numeri di Psicologia e Giustizia.

Guglielmo Gulotta.


Interrogatorio del minore vittima e o testimone di reato da parte di polizia giudiziaria, pubblici ministeri e giudici nel Nord Italia (M. G. Calzolari)
I processi inferenziali nel profilo psicologico del criminale (M. Aramini)
Intelligenza sociale e imputabilità. Un nuovo parametro di valutazione (B. Forresi)
Le funzioni della pena e il rispetto delle norme secondo studenti di psicologia e giurisprudenza (E. Mandrioli)

Gli effetti della separazione dei genitori sui figli (A. Ippolito)

I figli nelle famiglie ricostituite (S. Marzo)

Le vittime di aggressione sessuale: differenze comportamentali (A. Bramante)
Dall'analisi della scena del crimine al profilo della personalità del reo: il caso Bilancia
(R. Bruzzone)