home
Organo Ufficiale della Fondazione Guglielmo Gulotta di Psicologia Interpersonale Investigativa Criminale e Forense.

Norme per la pubblicazione

Norme per la pubblicazione sulla rivista PSICOLOGIA & GIUSTIZIA
La Rivista Italiana on-line di Psicologia Giuridica



Psicologia & Giustizia. La Rivista Italiana on-line di Psicologia Giuridica incoraggia la presentazione di articoli nell'ambito della psicologia giuridica e forense, e di relative discipline quali diritto, sociologia, criminologia, psichiatria, antropologia e scienze della comunicazione.

La Rivista è un forum multidisciplinare per la pubblicazione e la discussione di argomenti emergenti dallo studio della relazione tra comportamento umano, diritto, sistema giuridico e processo.

  1. I testi delle leggi e delle decisioni giudiziarie pubblicate su www.psicologiagiuridica.com non sono ufficiali. Si declina, pertanto, ogni responsabilità per eventuali inesattezze.
  2. Il materiale presente in questa rivista è scaricabile ad uso personale degli utenti. La traduzione, l'adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo nonché la memorizzazione elettronica per uso diverso, sono riservati per tutti i Paesi. Per la pubblicazione di talune parti, o dell'intero contenuto della rivista, è necessario chiedere e ottenere l'autorizzazione della direzione e comunque deve essere indicata la fonte come nel seguente esempio:
    Gulotta G., Curci A., La storia della psicologia giuridica, in Psicologia & Giustizia La Rivista Italiana On Line di Psicologia Giuridica (www.psicologiagiuridica.com)
    /1/2000.
  3. Il materiale che si richiede di pubblicare dovrà essere inviato alla Direzione della rivista Psicologia & Giustizia (segreteria@fondazionegulotta.org o ggulotta@gulottastudio.it). Una copia in cartaceo dovrà essere inviata alla Fondazione Guglielmo Gulotta, via Morosini 12, 20135 Milano. Allo stesso indirizzo devono essere inviati i libri di cui si richiede la segnalazione o la recensione e che non verranno comunque restituiti. L'argomento dei libri segnalati deve essere chiaramente connesso alla psicologia giuridica.
  4. Gli articoli sottoposti alla rivista devono essere originali e, dunque, non pubblicati o inviati ad altre riviste per la pubblicazione per intero o in parte (nella stessa o in un'altra lingua). L'accettazione dell'articolo comporta l'impegno da parte dell'autore a non pubblicarlo altrove senza il consenso scritto del Direttore.
  5. Gli articoli e il materiale verranno selezionati dal Direttore. Non si restituiranno gli articoli inviati per la pubblicazione, anche se rifiutati. Gli autori sono invitati a conservare una copia del lavoro inviato perché la direzione della rivista non si assume alcuna responsabilità per quanto riguarda la perdita o il danneggiamento delle copie inviate.
  6. Gli articoli non dovranno superare le 20 cartelle dattiloscritte inclusi la bibliografia essenziale e al massimo 6 fra grafici e tabelle, che dovranno essere completi e apparire nel testo con una numerazione progressiva e le relative didascalie.
  7. I manoscritti e gli articoli diventano di proprietà della Rivista una volta pubblicati.
  8. I manoscritti presentati per la pubblicazione devono essere stati approvati da tutti gli autori (nel caso di lavori comuni) e dalla/e istituzione/i dove il lavoro è stato svolto. Autorizzazioni scritte potrebbero essere richieste a discrezione del Direttore di Psicologia & Giustizia. L'autore (o gli autori) che hanno attivamente partecipato alla stesura del testo devono essere d'accordo circa la presentazione del lavoro per la pubblicazione.
  9. L'autore è tenuto a seguire lo stile della Rivista. Gli articoli dovranno contenere il titolo dell'articolo, il/i nome/i dell'Università di provenienza o almeno della città del/degli autore/i, compreso un breve riassunto, un massimo di 6 parole chiave e il nome e l'indirizzo dell'autore a cui inviare la corrispondenza.
  10. Il testo degli articoli sarà preferibilmente diviso in paragrafi numerati progressivamente che dovranno apparire in grassetto; i sottoparagrafi, se esistenti, dovranno apparire in corsivo, su carta formato A4, carattere Times New Roman 12, interlinea 1,5, con margini di pagina di 3 centimetri e rientro di inizio paragrafo di 1 centimetro. Nel testo deve essere chiaro il punto in cui si intende inserire il materiale illustrativo (figure, grafici, tabelle, ecc.). Non è prevista la correzione di bozze da parte della redazione della rivista, pertanto l'articolo deve essere pronto per la pubblicazione.
  11. Le citazioni devono essere ridotte al minimo e comunque, per la riproduzione di qualunque tipo di materiale deve essere ottenuta l'autorizzazione dal titolare dei diritti d'autore che deve essere inclusa nel testo. Eventuali spese per i diritti d'autore, se richieste, sono a carico dell'autore (o degli autori). E' responsabilità dell'autore (autori) assicurare che il testo non abbia contenuto diffamatorio o contro le regole che proteggono i diritti d'autore. Le citazioni brevi, comunque, devono essere scritte tra singole virgolette. Le citazioni contenenti più di 50 parole devono essere scritte senza virgolette. L'uso di note deve essere ridotto al minimo, devono essere ordinate numericamente alla fine del testo, con riferimento numerico nel testo.
  12. Gli articoli idonei alla pubblicazione devono rientrare in una o più delle seguenti categorie: ricerche quantitative, ricerche qualitative, meta-analisi, presentazione di modelli o di teorie, ricerche, commenti o rassegne critiche della letteratura. L'argomento dell'articolo deve essere chiaramente connesso alla psicologia giuridica.
  13. Negli articoli di ricerca sperimentale, o comunque empirici, la struttura preferita dovrà essere la seguente:
    primo paragrafo: Introduzione e stato della questione;
    secondo paragrafo: Ipotesi di ricerca, campione e metodo;
    terzo paragrafo ed, eventualmente, quarto paragrafo: Risultati e conclusioni.
  14. I riferimenti bibliografici nel testo dovranno indicare il cognome degli autori, l'anno di pubblicazione e l'eventuale pagina citata. Per esempio: Come è stato giustamente osservato (Rossi, 1976) ...; oppure: Come è stato giustamente osservato, "la psicologia è figlia della filosofia" (Rossi, 1976, p. 211), oppure secondo un autore (Rossi, 1976, p. 56) 'la psicologia favorisce l'autoriflessione'.
  15. I lavori citati dovranno essere riportati in bibliografia alla fine dell'articolo, secondo l'ordine alfabetico e anche cronologico nel caso di opere dello stesso autore. La struttura dell'indicazione bibliografica deve seguire l'ordine, l'uso del corsivo, del tondo, della punteggiatura come nei seguenti esempi:

    DI NUOVO, S. (1995), La Meta-analisi: fondamenti teorici e applicazioni nella ricerca psicologica, Borla, Roma.

    GUDJONSSON, G. H. (1995), Psychology and Assessment, in R. Bull, D. Carson (a cura di), Handbook of psychology in legal contexts, John Wiley and Sons, Chichester, 55-66.

    KASSIN, S.M., ELLSWORTH, P.C., SMITH, V.L. (1989), The "general acceptance" of psychological research on eyewitness testimony: a survey of the experts, American Psychologist, 44, 1089-1098.

     
  16. Il testo delle tesi di laurea dovrà consistere in un massimo di tre cartelle comprensive al massimo di due tra grafici e tabelle e una bibliografia essenziale di non oltre tre voci dovrà essere redatta in italiano e in inglese e quanto alla bibliografia seguire le regole enunciate per gli articoli.
  17. I lavori da pubblicare nella sezione "Processi e sentenze", sia che si tratti di giurisprudenza quali sentenze, ordinanze e decreti, oppure di atti quali perizie, consulenze, requisitorie, arringhe, memorie difensive, ecc., dovranno avere un'intestazione, al massimo di cinque righe, che funzioni da massima o da sintesi che riassuma l'essenza psicogiuridica, con eventuale indicazione delle norme di legge impegnate, dell'autorità giudiziaria e dei difensori o del pubblico ministero che li hanno ottenuti. Nel caso di atti di parte, verrà indicato il nome del pubblico ministero, del difensore o del consulente senza il nome delle parti. Se esistente, verrà indicata la rivista ove la sentenza, l'ordinanza o l'atto è stato pubblicato. Se la sentenza è del Centro Elaborazione Dati della Cassazione (C.E.D.) dovrà essere così citata, per esempio: "sez. III, 10 ottobre 1998, in C.E.D. Cass., n. 20010".

    Esempio:

    Pret. Saronno - Ud. 13-11-1987 - Pret. Di Censo. Dibattimento - Consulente tecnico di parte - Funzioni - Facoltà - Norme applicabili - Diritto di partecipazione all'udienza.
    (C.p.p. artt. 507, 501, 233, 149 disp. att.)

    "Il pretore, rilevato che l'art. 501 c.p.p. estende al consulente tecnico, in quanto applicabili, le sole norme inerenti l'esame del testimone, ma non quelle da osservarsi prima dell'esame del testimone fra le quali rientra l'art. 159 disp. att. c.p.p.; che come emerge indirettamente proprio dal disposto dell'art. 149 disp. att. c.p.p., il consulente tecnico nel processo penale e prima della eventuale ammissione di perizia, esplica funzione di assistenza tecnica alla parte tanto che il legislatore si preoccupa di impedire la comunicazione tra il teste ed il medesimo, al pari che tra il teste, le parti, e i difensori; che la partecipazione del C.t.u. all'intero percorso processuale appare legittimata altresì dalla previsione dell'articolo 233 c.p.p. laddove garantisce alle parti fuori dei casi di perizia la nomina di anche due C.t.u. che sono legittimati a presentare al giudice pareri e memorie, facoltà questa che ha come suo necessario supporto la cognizione diretta da parte del C.t.u. delle scansioni processuali;

    P.Q.M.

    accoglie l'istanza della difesa X ed autorizza i consulenti di parte a presenziare al procedimento".

    Adozione - Adozione di minori - Stato di abbandono - Dichiarazione di adottabilità - Circostanze sopravvenute - Rinnovata idoneità dei genitori - Rilevanza (art. 8, L. 4-5-1983, n. 184 - art. 330 c.c.).

    Al fine di valutare lo stato di adottabilità di un minore, non si può prescindere dall'analisi della persistenza dello stato di abbandono in cui lo stesso versa, verificando sia la seria volontà dei genitori di prendersi cura del minore sia il concreto pregiudizio per il minore a convivere con questi ultimi, alla luce di eventuali circostanze modificative intervenute nel giudizio di opposizione o d'appello. (Memoria avv. Piero Maggi 12 aprile 1997, Trib. Civ. Milano sez. IX , proc. n. 2746/95).

    Ogni contributo deve essere accompagnato da un breve abstract di presentazione dei contenuti, che non superi le 20 righe.

studio legale associato gulotta varischi pino
fondazione gulotta
Avv. Prof. Guglielmo Gulotta